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Il nuovo libro di Fausto Anderlini "Il voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali", dal 17 aprile 2013 in libreria

Aggiornato ai risultati delle elezioni di febbraio 2013, una raccolta di osservazioni condotte lungo un doppio percorso: a ritroso nel tempo, verso le radici della Repubblica, e poi da quelle origini all'oggi, tra cambiamenti e clamorose persistenze.

Caratteristiche

Caratteristiche

Perché i climi politici variano da luogo a luogo? Che cosa ne è delle ‘regioni politiche’ d’un tempo? Questo volume è una raccolta di osservazioni redatte come rapporti nel corso di due viaggi. Il primo a ritroso nel tempo, alla ricerca delle fratture che hanno strutturato la politica repubblicana. Qui risalta l’intensità del rapporto fra i partiti e la terra, o meglio il modo in cui la terra, cioè i rapporti agrari, s’innerva nei partiti. Per poi filtrare nelle città. Il viaggio di ritorno riconduce da quell’origine all’oggi. Dove si vedono i cambiamenti, ma anche clamorose persistenze. Smentendo ogni previsione lineare i defunti partiti di massa sono stati sostituiti da un coacervo di figurazioni. L’agognato mondo senza partiti è popolato da una folla instabile di pseudo-partiti. Una ‘Repubblica dei detriti’, depositata dai colpi di maglio del populismo, è succeduta alla ‘Repubblica dei partiti’, l’accatastamento concitato di forme politiche e delle loro parodie all’organizzazione geometrica dell’originaria occupazione del suolo, quando i partiti erano la ‘nomenclatura della terra’, e conseguentemente delle ‘classi sociali’. La democrazia è diventata una cava, nella quale una moltitudine di attori, che hanno la pretesa di denominarsi ‘nuovi’, si affannano a spigolare fra i ruderi di un’antica e insuperata civiltà.

 


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